31 dicembre 15 - NOTIZIE DI NATALE NEL DRAMMA DEL SUD SUDAN

Giacomo Comino, Missionario Salesiano in Sud Sudan, ci scrive per il Natale, aggiornandoci sulla tragica situazione in cui versa il Paese.

"Il Sud Sudan poteva essere la culla di Gesù Bambino: oggi il Signore piange vedendo questo macello di vite umane"

Gent. Sorella e Fratello in Gesù Bambino,
grazie per aiutarci nella nostra missione del sudan e Sud Sudan.
Per questo Natale vorrei tanto insieme agli Angeli portare la bella notizia che il Sud Sudan diventando indipendente dal Nord musulmano, vive finalmente in pace!
Dopo ventitre anni anni vissuti nel Nord del Paese con i fratelli musulmani, interpellato dalla mia coscienza di cristiano e di missionario salesiano e dalla vista dell'indescrivibile massacro di vite umane e dalle precarie condizioni in cui vivono i sopravvissuti, ho deciso di offrire il mio servizio nel Sud Sudan per condividere la sofferenza di questa gente ridotta a poco più che scheletri ambulanti ed aiutarla a vivere una vita più umana.
Ho cercato di mettere in pratica le parole di Papa Francesco: "Il Pastore deve vivere con le sue pecorelle per condividere con loro legioie, i dolori e se necessario anche i pericoli della vita", in quanto la mia pelle bianca non è più cara dello loro, nera!
Compio cinquantatre anni di vita missionaria e ho promesso alla Madonna che vivrò in Sudan finché Lei mi darà la forza.
Ringrazio anche voi cari benefattori che da anni mi aiutate a portare avanti insieme questa missione per salvare tante vite, specialmente giovani e bambini.

BUON NATALE!
Il vescovo Paride piangendo ha detto: "Per questo Natale non c'è posto per Gesù Bambino nel Sud Sudan e le acque del Nilo sono tornate a tingersi di sangue!".
Dopo oltre vent'anni di guerra tra il Nord musulmano e Sud cristiano, finalmente il Sud ha ottenuto l'indipendenza, ma dopo un anno una guerra tribale e fratricida tra Caino e Abele lo ha ridotto ad un cumulo di macerie.
Io stesso ho visto "fiumi" di personefuggire nella foresta, affrontando inumane sofferenze.
La gente qui mi dice: "Non abbiamo niente da mangiare, solo erba e radici che ci contendiamo con le capre". Ho visto la fame negli occhi di mamme e bambini ... e molto peggio che non posso descrivere. Stupri, torutre, mutilazioni e persino episodi di cannibalismo sono all'ordine del giorno; è una "galleria degli orrori", un Paese dove regna solo la cultura di morte.
Il Sud Sudan indipendente poteva essere un pezzo di Paradiso, dove si sarebbe potuto vivere in pace e in abbondanza, invece in un baleno è diventato una voragine infernale. La guerra ha distrutto tutto, otto villaggisu dieci sono stati incendiati, alcune sorgenti d'acqua sono state avvelenate, le popolazioni in fuga sembrano dei fantasmi. Il numero dei morti è inimmaginabile, solo Dio sa quanti sono. I campi profughi sembrano prigioni a cielo aperto, in il 70% dei presenti è composto da bambini.
Ho parlato con un pilota dell'ONU che mi ha raccontato di quando, non potendo atterrare, lancia dall'aereo i pacchi alimentari e vede che i bambini più forti arrivano sempre prima per prendere i sacchi di cibo, mentre i più deboli non riescono nemmeno a schivare i sacchi in caduta libera.

SIAMO A NATALE!
Il canto di pace degli Angeli sarà soffocato dalle grida dei bambini massacrati dalla fame, dalle malattie e dai colpi di mitra. Come ai tempi di Gesù Bambino anche oggi tanti Erode per salvare il loro potere fanno strage di innocenti. La gente è obbligataa fuggire nella foresta col pericolo di essere divorata dagli animali feroci. Le ferite guariscono all'aria aperta senza antibiotici perché non si trova nemmeno l'aspirina, e la malaria fa strage.
Viviamo in un conflitto di violenza che nessuno più controlla, ci sono più armi che persone, ma noi non ci scoraggiamo: loro continuano a sparare e noi continuiamo a  sperare, lottando per salvare il salvabile!

OGGI IL SIGNORE COMPIE ANCORA I MIRACOLI!
Ma ha bisogno delle nostre mani, cioè del nostro dono di cinque pani e due pesci per rinnovare il miracolo.
In ognuna delle nostre Opere Salesiane nel Sudan e nel Sud Sudan ogni giorno viviamo nel miracolo della Divina Provvidenza perché riusciamo a sussistere esclusivamente grazie a voi Benefattori!
In ogni Opera abbiamo la scuola elemntare, la scuola superiore e la scuola tecnica per un totale nelle cinque opere di 6.000 bambini e giovani che sfamiamo ogni giorno, questo è un vero miracolo che la Provvidenza insieme a voi compie ogni giorno.
Un altro miracolo è il progetto del Darfur, dove i bombardamenti del Governo stanno perpetrando un vero e proprio genocidio di innocenti che io chiamo "l'agonia del Darfur". Ad oggi si contano più di mezzo milione di vittime. Noi Salesiani da dieci anni, sfidando la Provvidenza, strappiamo dalla fame e dal diventare ragazzi-soldato centinaia di ragazzi, molti lasciano il mitra per venire alla scuola di Don Bosco. A loro offriamo alloggio, vitto, vestiti e l'apprendimento di un mestiere che servirà per ircostruire i lro villaggi distrutti dai "Janjaweed" i demoni a cavallo. Per la prima volta sis entono amati, rispettati e trattati come esseri umani.

É NATALE!
E voi siete i Buoni Samaritani che si fermano ad aiutare il Bambino Gesù dei nostri bambini sudanesi. Sarà proprio Gesù Bambino a ricompensarvi per il pane che donate da mangiare, dell'acqua da bere, del bambino malato che curate e che coprite con un vestito. Il Signore l'ha promesso: "Qualunque cosa fate ad uno di questi piccoli l'avete fatto a Me".
Il nostro dono di Natale è il nostro quotidiano ricordo nella Notte Santa per Lei e i Suoi cari.

A nome dei Salesiani e dei bambini sudanesi Buon Natale!

Giacomo Comino SDB