06 novembre 16 - Don Mario Perez ci scrive da Mbuji Mayi (RDC)

Cari amici,

eccoci di ritorno a Mbuji Mayi dove mi attendevano 30 bambini presi in ostaggio e che la gente voleva bruciare, accusati di essere stregoni. Bambini con un'età dai 3 ai 14 anni. Erano in un orfanotrofio creato e sostenuto da una donna del villaggio che ora vive negli Stati Uniti. Il capo del villaggio non era contento della loro presenza perché non riceveva niente di ciò che loro ricevevano; poi un persona é morta e il corpo si è decomposto velocemente. Il capo ha sollevato le gente dicendo che i bambini erano i colpevoli anche di tante altre cose non buone che stavano capitando nel villaggio. Il personale dell’orfanotrofio è dovuto sfuggire perché alcuni di loro sono stati aggrediti. La gente del villaggio ha accerchiato la casa, e i bambini si sono chiusi all’interno per tre giorni, senza acqua ne cibo. La sera stessa del mio arrivo é venuto da me il giudice dei bambini e mi ha  raccontato il fatto. Abbiamo deciso di trovare un modo per portarli al villaggio Don Bosco, per questo il giorno dopo, di mattina presto, abbiamo affittato un pulmino e mandato un gruppo di poliziotti a salutare il capo del villaggio, mentre lui e le altre persone erano distratti, i bambini sono scapati. I bimbi non capiscono esattamente cosa sia capitato, sanno solo che non potevano uscire a prendere acqua e cibo, che della gente gridava da fuori, dicendo: "stregoni, serpenti, bruciateli". Oggi si ritrovano in sicurezza, giocano, corrono e andranno a scuola. Benedetto sia Dio e grazie a voi. Veleva la pena ritornarci sono molti i bambini innocenti che hanno bisogno ancora di noi ad oggi fra i 2000 bambini accolti al Don Bosco più di trecento portano questa accusa infamante di essere stregoni, grazie a voi riprendono vita e fiducia. 

Don Mario Perez