10 dicembre 16 - Notizie dalla missione di Pugnido - ETIOPIA

Nella missione di Pugnido l'autunno porta piano piano non alla diminuzione della temperatura, ma all'aumento, ormai di giorno siamo sui 35°.

Nella nostra missione intanto è arrivato Paolo, un fedelissimo amico di Don Giorgio e della missione, ormai sono 10 anni che viene a trovarci e resta con noi per un mese.

Tutte le nostre attività sono ormai a pieno regime, la chiesa con la messa domenicale e il catechismo, molto frequentata, così pure ogni giorno al pomeriggio la possibilità della messa verso le 17.

L'asilo del mattino vede la presenza di tantissimi bambini, abbiamo quasi toccato quota 200, con la scuola, la colazione e il pranzo è un modo per avviarli alla scuola, insegnargli a leggere, a scrivere e a far di conto, e soprattutto a prevenire la malnutrizione a cui molti bambini andrebbero incontro senza il nostro asilo.

Gli studenti che usufruiscono del nostro ostello, frequentano la scuola superiore

dello Stato, sono circa 65 tra ragazze e ragazzi, abbiamo iniziato le attività con loro, lo studio nella libreria al pomeriggio e alla sera, la preghiera della sera, il corso di computer, il corso di cucito.

Infine nella nostra missione abbiamo l'oratorio pomeridiano, con i vari tornei di calcio e pallavolo, il nostro nuovo campo da basket dove ogni pomeriggio si sfidano tanti ragazzi, E la nostra nuova fontana d'acqua sia per i ragazzi dell'oratorio sia per i bambini dell'asilo al mattino.

Fuori della nostra missione abbiamo tutto il lavoro nelle cappelle dei villaggi attorno a Pugnido. Sono ben undici, più le altre sei che sono presenti nei due campi profughi attaccati alla nostra missione.

Ogni settimana cerchiamo di andare in più cappelle possibile per la celebrazione della messa, dei sacramenti, della catechesi e per andare incontro alle varie necessità della gente e dei villaggi.

Altre notizie: la situazione qui in Etiopia è migliorata moltissimo dallo scorso mese, non ci sono più state manifestazioni contro il governo e nella zona Oromo e Amara la situazione è più tranquilla. Speriamo continui così.

Dal vicinissimo Sud Sudan invece, moltissimi profughi continuano ad arrivare per avere assistenza nei campi profughi situati qui nella regione dei Gambella, perché nella loro terra non hanno coltivato nulla nella stagione delle piogge e ora che arriva la stagione secca non hanno niente da mangiare. 

Ora nella regione di Gambella ci sono più profughi che abitanti autoctoni e questo spaventa un po' le autorità perché destabilizza molto la regione.

Un saluto a tutti voi e una preghiera reciproca.

Abba Filippo