29 marzo 17 - NON POSSIAMO ABBANDONARE IL SUD SUDAN

La Fondazione Opera Don Bosco onlus in questi anni ha sostenuto diversi progetti in favore dei bambini e della popolazione del Sud Sudan, attraverso la preziosa opera dei Missionari Salesiani presenti nel Paese. 

Da loro arriva un appello a «non abbandonare il Sud Sudan a sé stesso»!

I nostri Salesiani ci segnalano, come già stanno facendo alcune ONG e agenzie di comunicazione, che la minaccia del governo del Sud Sudan di aumentare il costo dei permessi di lavoro per gli stranieri da 100 a 10.000 dollari rischia di essere peggio della guerra civile di questi anni.

Senza questi permessi, gli operatori umanitari (missionari e volontari compresi) non potranno aiutare i civili colpiti da una carestia causata da tre anni di conflitto feroce. Gli operatori umanitari devono già affrontare ostacoli e aggressioni provenienti da diverse parti. Ora il governo cerca di trarre profitto dai tentativi di alleviare la crisi che ha provocato.

Il rischio maggiore è che il mondo volti le spalle alle sofferenze dello stato più giovane del mondo. Potrebbe affermarsi l'idea che la situazione è ormai disperata e che fornire altri aiuti servirebbe solo a riempire le tasche del governo.

Questa reazione da parte delle organizzazioni umanitarie sarebbe comprensibile, ma molto rischiosa: nel Sud Sudan 7,5 milioni di persone hanno bisogno di aiuto e 1 milione di bambini soffre di malnutrizione acuta. Finora le richieste di fondi da parte delle Nazioni Unite ai paesi membri sono rimaste senza risposta.
I nostri missionari ci ricordano che non si può aspettare che la situazione muti per agire: i sudsudanesi stanno già morendo di fame e ad aprile l'inizio della stagione delle piogge potrebbe rendere impraticabili le strade e le piste di atterraggio.

Tutti sono coscienti che il vero problema è la guerra. I tentativi di dialogare con il governo sudsudanese non hanno prodotto risultati, e a dicembre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito ad approvare un embargo sulla vendita di armi. Anche l’Unione Africana dovrebbe fare la sua parte. Ma gli sforzi diplomatici non bastano. Neanche un cessate il fuoco immediato eliminerebbe il bisogno urgente di cibo e acqua.

Il governo ha già dimostrato che non gli importa molto dei suoi cittadini e il tentativo di estorcere soldi alle organizzazioni umanitarie è l’ennesima prova che il Sud Sudan, un paese nato tra grandi speranze appena sei anni fa, ha più che mai bisogno del nostro aiuto!
Ognuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa: anche semplicemente informarsi e far conoscere ciò che sta accaddendo in questo Paese affamato dalla guerra civile!