20 dicembre 17 - Il Natale in Etiopia: gli auguri di Don Filippo e Don Giorgio, missionari a Pugnido

Due testimonianze diverse, entrambe giunte dall'Etiopia – terra da sempre vicina al mondo salesiano.
Don Filippo e Don Giorgio ci aggiornano sulle loro missioni, portando i loro migliori auguri a tutti voi.


Carissimi amici,

Siamo ormai giunti alle porte del Natale, ma noi avremo ancora un po’ da aspettare perché essendo una minoranza in Etiopia, lo festeggiamo con gli Ortodossi il 7 gennaio: un segno di unità cristiana.

Vi siete mai chiesti come si festeggia qui il Natale? Intanto, essendo l’Etiopia un paese metà cristiano e metà musulmano, ci sono feste da entrambe le parti. Abbiamo appena festeggiato il giorno della nascita del Profeta Maometto, il 30 novembre: niente scuola, niente lavoro, festa nazionale. Così sarà il 7 gennaio per Natale, ma solo quel giorno, niente vacanze prima o dopo, anche perché la festa di Capodanno Etiopico è il 10 settembre e per chi non lo sapesse, siamo nel 2010!

E Natale com’è? Qui non c’è la neve…nessuno l’ha mai vista: le temperature in questo periodo vanno dai 40° durante il giorno e di notte scendono solo fino ai 24° di minima. Qui non c’è Babbo Natale, nessuno sa chi è né cosa faccia in questo periodo, anche perché pochi hanno i soldi per fare dei regali. Non c’è neppure l’Albero di Natale da addobbare, anche perché non ci sono alberi da comprare e portarsi a casa e la poca legna viene usata per fare il fuoco per fare da mangiare. Le luminarie? Anche in questo caso qui è completamente diverso: nel villaggio non c’è luce e, soprattutto, non esiste un Comune che si prenda in carico il servizio. Non c’è la tradizione del Presepe e neanche quella del classico cenone della Vigilia: il pranzo di Natale però lo festeggiamo insieme nella nostra parrocchia centrale, dopo la Messa e alcuni momenti di festa insieme, con un bel piatto di polenta e un po’ di carne di mucca preparate la sera prima.

Sono tante le differenze, ma una cosa è certa: ciò che siamo sicuri esserci è l’arrivo di Gesù bambino. Ogni anno Gesù nasce qui da noi non solo a Natale, ma innumerevoli volte nei tantissimi bambini che ci sono. Basta saperlo riconoscere.

Con queste parole voglio fare a tutti voi un augurio di buon Natale perché possiamo trovare la pace non solo esterna, ma del cuore, e perché tutta la povera gente possa vivere una vita dignitosa.

Con affetto - Abba filippo

Don Filippo Perin, sacerdote salesiano, è missionario dal gennaio 2009 in Etiopia e più precisamente nella regione di Gambella: una remota zona al confine con il sud Sudan. Ora si trova a Pugnido, a 3 ore di macchina da Gambella, un villaggio al centro dell'area popolata dall’etnia Anyuak. 

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Don Giorgio Pontiggia sceglie invece di aprire la sua lettera di auguri con un pensiero profondo

Beata la Vergine Maria: ha portato nel grembo il Salvatore del mondo.

Beato Giuseppe: ha provato e testimonia che ogni Bambino ha per Padre Dio.

Beati i Pastori: non hanno dubitato all’annuncio della Nascita.

Beati i Magi: hanno trovato Dio in un Bambino con sua Madre.

Beati gli Angeli: hanno cantato la Notizia più bella.

Beati i Bambini: hanno come primo Amico Gesù Bambino.

Beate le Mamme: moltiplicano il Mistero della Vita.

Beati i Papà: sono i custodi premurosi della Mamma e del Bambino.

Beati i Nonni e le Nonne: si riscoprono di nuovo Papà e Mamme.

Beato il villaggio di Pugnido: è un Grembo traboccante di Bambini.

Beati voi, nostri Amici: l’amore per il Bambino è la vostra tenerezza.

Beato Abba Giorgio: si trova nella gioia di un mare di Bambini.

Proseguendo con un aggiornamento sulla situazione a Pugnido, Etiopia: la più grande novità sul finire di questo anno, è che abbiamo raggiunto il numero di 8.700 Battesimi, in grande maggioranza di Bambini, rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo. L’asilo e l’hostel sono in piena attività e oltre alla Missione centrale, abbiamo 11 stazioni periferiche e 6 centri tra i Profughi del Sudan. È vero, i costi di gestione crescono, e per questo confidiamo nell’aiuto dei Benefattori, ma la preghiera è la vera forza che ci tiene uniti e ci fa camminare.

Un abbraccio - Abba Giorgio