27 novembre 18 - QUESTO PAESE STA MORENDO!

Don Luciano Tenni, Missionario Salesiano, in Venezuela da 60 anni, nato nel 1941 a Tirano (SO), ci scrive sollecitando attenzione per la drammatica situazione che sta vivendo il Paese sudamericano, chiedendo di non dimenticare il Venezuela, anche se i media non ne danno notizia.

Carissimi Amici ed Amiche, se dovessi usare una sola frase per rappresentare la situazione ch stiamo vivendo
direi: "Non so come facciamo ancora a sopravvivere!".
Il Venezuela sta soffrendo una delle peggiori crisi economiche, sociali ed umanitarie della sua storia. Prezzi elevati, scarsità di generi di prima necessità, crescita delle limitazioni per gli acquisti, salari insufficienti per sopravvivere, ore e ore di fila per poter acquistare il poco che si riesce con il denaro disponibile. Gente che fruga nei rifiuti alla ricerca di qualcosa da mangiare per sopravvivere: stiamo veramente morendo di fame!
Non molti anni fa il Venezuela era lo stato più ricco del Sudamerica, con una moneta che valeva più del Dollaro Americano ed ora si ritrova un'inflazione pari a 1.000.000% ed una popolazione alla fame. La gente non ha più nulla da mangiare e le persone più povere si nutrono di scarti e rifiuti!

Ogni giorno assistiamo a scene oserei dire “apocalittiche” e la gente cerca tutti i modi possibili per andare avanti.
Vi racconto un episodio a cui ho assistito, perchè è veramente emblematico di ciò che sta accadendo al Venezuela: «una domenica, la cuoca della comunità salesiana, per festeggiare una ricorrenza importante,
è riuscita a cucinare una pastasciutta per tutti i confratelli salesiani e a condirla con l’unico wurstel che ha rimediato. Una prelibatezza per tutti noi. Al termine del pranzo, la ringrazio e lei un po’ titubante
mi chiede: “Posso portare a casa l’acqua di cottura della pasta?”. La guardo perplesso e mi spiega: “per i nostri bambini è ormai l’unico latte che possiamo mettere nel biberon!"

Quello che sta vivendo il Venezuela, anche se la maggior parte dei media nazionali ed internazionali non lo dice, è un genocidio organizzato! Negozi chiusi, scaffali vuoti, supermercati deserti, code interminabili per comprare il pane, il sapone, i farmaci, quei beni di prima necessità che ora sono diventati un lusso per la maggioranza della popolazione: uno scenario fatto di miseria, violenza e abbandono. A Caracas, dove il tasso di delinquenza è altissimo, non c'è da mangiare e la gente è disperata: è in atto una catastrofe umanitaria che viene solo sussurrata dai mass media.

In realtà, ci sono alcuni segni che possono diventare gocce di speranza. Per esempio, il vescovo di Cúcuta, Monsignor Víctor Manuel Ochoa Cadavid, che in Colombia insieme ai volontari della sua diocesi accoglie e sostiene i migranti in fuga dal Venezuela e ogni giorno garantisce almeno 8.000 pasti caldi a chi ha appena
superato il confine.
La "Dieta Maduro", che obbliga molti venezuelani a perdere circa 10 kg all'anno per la mancanza di cibo, ha risvegliato in molte persone, credenti e non, il senso e il valore del digiuno. C’è una parte di popolazione
che, seppur in diffiicoltà, prega e digiuna per poter dare un aiuto concreto a chi è più povero e bisognoso.
L’aiuto, seppur momentaneo, attraverso un pasto condiviso, un medicinale offerto, tra la gente che si trova tutta nella stessa barca, sta veramente provocando un cambio di mentalità e aiuta a pensare che, oltre alla semplice ribellione violenta al sistema, è possibile educare i cuori e sperare in un futuro post dittatura, raggiungibile non attraverso l'intevento militare interno o esterno al Venezuela, ma attraverso l’unica via percorribile: la diplomazia internazionale.

Per questo noi salesiani siamo impegnati in prima linea contro la violenza e la fame dilaganti, per aiutare soprattutto i più giovani a progettare il domani per sperare in un futuro!
Ci sono parrocchie in cui viene distribuita una zuppa una volta a settimana, scuole in cui vengono offerti 3 pasti al giorno, altre strutture educative in cui viene somministrato uno spuntino quotidiano, una colazione o una merenda. Non dimenticateci!