Sostegno a Distanza nelle Isole Salomone

Isole Salomone


Secondo i dati pubblicati nel giugno 2008 dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'odio etnico provoca nel mondo 11,4 milioni di rifugiati al di fuori dei loro Paesi di origine e 26 milioni di sfollati interni fuggiti a guerre o persecuzioni.
Anche i luoghi più impensati sono sede di feroci conflitti di carattere etnico. Nelle Isole Salomone, situate a nord-est dell'Australia, vicino all'equatore, abita un numero imprecisato di gruppi etnici e i conflitti tribali per il controllo del territorio sono stati una costante della storia del Paese. Il conflitto etnico più devastante ha avuto l'obiettivo di espellere gli abitanti dell'isola Malaita, povera di risorse, detti "intrusi", dall'isola di Guadalcanal.
Dopo il trattato di pace firmato nel 2000 a Townsville, in Australia, lo Stato tuttora sta lottando per raggiungere la stabilità politica ed economica.
Henderson, a cinque chilometri da Honiara, è il luogo dove si è sviluppata la missione del padre salesiano Luciano Capelli, ora vescovo di Gizo. Dopo trentaquattro anni trascorsi nelle Filippine, dal 1999, in soli cinque anni e partendo dal niente padre Capelli è riuscito a costruire, con l'aiuto di ragazzi raccolti dalle strade e dei volontari succedutisi nel tempo, un insieme di edifici che sono diventati il Don Bosco Technical Institute e che dal 2005-2006 ha ospitato duecentocinquanta alunni all'anno rifiutati dal sistema scolastico locale.
Il coinvolgimento attivo di molti volontari da Italia, Giappone, Cile e altre nazioni, è stato decisivo sia per portare a termine le strutture sia per le varie attività della scuola. Per anni, Tetere, con i suoi nove villaggi, non ha visto un medico, salvo i volontari italiani, perché i medici abbandonano il sistema sanitario pubblico e gestiscono i loro ambulatori privati; le infermiere locali non vengono pagate regolarmente e così non riescono a gestire gli ambulatori. La mancanza cronica di medicine e il vandalismo sistematico contro gli ambulatori durante gli scontri etnici hanno seriamente compromesso la capacità di servire la popolazione locale. L'area montuosa del nord-est di Guadalcanal ha una popolazione di settemila persone che per anni sono state prive di ogni sorta di assistenza farmaceutica e sanitaria. L'attività missionaria ha consegnato alla vita di questa gente un'altra realtà.

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Dettagli progetto


La Fondazione, per il tramite delle Missioni presenti nella Diocesi di Gizo, si prefigge di aiutare bambini e giovani attraverso il Sostegno a Distanza che si basa sull'offerta annuale che ciascun donatore può effettuare nei seguenti modi:

260,00 € per il sostegno completo (vitto, scuola e assistenza sanitaria)

160,00 € per il sostegno parziale (solo vitto)

LA FONDAZIONE NEL 2015 HA FINANZIATO
15.000,00 € per aiutare circa 200 bambini per un anno

LA FONDAZIONE NEL 2016 HA FINANZIATO

50.000,00 € per aiutare circa 200 bambini per un anno

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